Buon 1° Maggio e che nessuno si senta escluso

expoDiritto al cibo, al lavoro, all’uguaglianza sociale. Da Honk Hong a Mosca, fino a Taranto, i telegiornali mostrano cortei di protesta.

Milano, questa volta, rilancia il tema dell’uguaglianza alimentare, del rispetto del pianeta, della cultura della solidarietà e fa festa e spettacolo, con l’Expo.

A Pozzallo, in Sicilia, si rende omaggio ai morti del Mediterraneo, tra le vittime di queste disuguaglianze. Anche a Roma si commemorano i morti, quelli sul lavoro, e – come è ormai tradizione – per il suo Primo Maggio la capitale sceglie la musica del concertone di Piazza San Giovanni per reclamare il diritto al lavoro e alla legalità.

La musica certo ha sempre avuto il potere d’unire la gente, dando voce agli ideali, spingendo alla mobilitazione sociale e a rimboccarsi le maniche. La canzone forse più bella, la più emblematica di tutte, è sicuramente Imagine di John Lennon, pubblicata per la prima volta nell’ottobre del 1971.

Ma oggi, Primo Maggio 2015, mi viene da contare molte tragedie – povertà, guerre, ingiustizie, terrorismo, persecuzioni e discriminazioni sessuali o religiose, diseuguaglianze sociali, morti in mare o sotto le macerie del Nepal – che fanno di quella canzone emblematica ancora un sogno da realizzare. Oltre gli ideali, gli annunci o le azioni politiche, i minuti di silenzio dedicati a chi non c’è più, restano ancora le contraddizioni: un mondo globalizzato eppure trincerato dietro i confini dell’egoismo, un’economia sovrana e dispari che aumenta la distanza fra i più ricchi e i più poveri. Le parole che si usano per raccontare tutto ciò sono sempre le stesse, eppure mi pare che alcune condizioni attuali siano peggiorate, forse per via dell’alta concentrazione di morti ingiuste, tra le quali conto anche quelle dei bambini dei paesi in via di sviluppo. Perciò spero che, ora che si è toccato il fondo, ci si possa rialzare davvero, perché questo pianeta – dove non ci sono più distanze impercorribili per la gente che lo abita – ha davvero il diritto di vivere come se fosse uno (come cantavano Lennon o gli U2), perché per ogni speculazione finanziaria, per ogni politica sbagliata che favorisca ogni forma divario, tutti, pagheremo un prezzo sempre più alto col passare del tempo. C’è fame di cibo, di pace, d’uguaglianza, di lavoro e di futuro; c’è una solidarietà vanificata spesso dalle propagande politiche o pseudo-religiose; ci sono due miliardi d’obesi, un bimbo che muore di fame ogni 3 minuti e tonnellate di cibo gettato nella spazzatura ogni giorno; ci saranno azioni positive, speranze e preghiere che contrasteranno tutto ciò… Scelgo canzoni italiane di qualche anno fa perché per rappresentare gli ideali in gioco, che oggi hanno voce:

La ballata del precario – Sud Sound System

Dalla pace del mare lontano – Sergio Cammariere

Mio Fratello che guardi il mondo – Ivano Fossati … e poi la musica di oggi, a Roma con: i Kutzo, la band che si è fatta conoscere dal grande pubblico grazie all’ultima edizione del Festival di Sanremo, apriranno un concerto che sarà chiuso dalla PFM, gruppo storico che non ha bisogno di presentazioni. Insieme a loro suoneranno: J-Ax, Almamegretta, Enzo Avitabile, Alessio Bertallot, Alpha Blondy, Bluvertigo, Goran Bregovic, Alex Britti, Mimmo Cavallaro, Teresa De Sio, Emis Killa, Ghemon, Irene Grandi, Lacuna Coil, Levante, Lo Stato Sociale, Ylenia Lucisano, Med Free Orkestra, Nesli, Noemi, Enrico Ruggeri, Daniele Ronda & Folklub, Santa Margaret, James Senese & Napoli Centrale, Tinturia, Tarantolati di Tricarico, Paola Turci, Otto Ohm, Sandro Joyeux Mario Venuti & Mario Incudine.

Buon Primo Maggio a tutti e che nessuno si senta escluso

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