Digital Music Experience: dritta al cuore della dance

maxxiSintetizzatori d’epoca, originali e molto rari, esposti sugli scaffali tracciano un percorso circolare che ti conduce fino al centro della scena. Qui, un dj alla consolle ti avvolge coi suoni e con un’esplosione di colori emanata da un mega-schermo montato alle sue spalle: è difficile seguire il percorso tematico di questa mostra del Maxxi senza muoversi al passo della one bit music!

Sulle pareti, volti celebri, il carisma delle regine della disco music e la storia della musica elettronica, coi suoi crossover, raccontati anche attraverso i testi di Ernesto Assante (il giornalista è curatore del progetto assieme a Giancarlo Campora, Roberto Malfatto e Fabrizio Tamburini), esposti su grossi pannelli appesi alle pareti; le parole raccontano i generi musicali che si sono espressi attraverso l’elettronica (disco, funk, R&B…) o che hanno rappresentato uno stile di aggregazione generazionale: il rap, la dance, la disco, la nascita della club music, le crew, l’elettronica che irrompe a cambia il suono della musica.

Sotto i poster sono state create diverse postazioni audio che permettono al visitatore di ascoltare in formato digitale i brani più significativi di un’epoca storica che comprende almeno 5 decenni.

Diverse postazioni video raccontano la musica dance attraverso la voce dei suoi protagonisti.

Gli appassionati di copertine di dischi, potranno trovarle: spiccano soprattutto le cover dei dischi di musica elettronica pubblicati dalla RCA, ma ce ne sono tantissime altre, richiamano le basi utilizzate dai disk jokey per lo scretch, i samples e tappezzano un angolo della parete semicircolare.

Andrea Croattini, ingegnere del suono, ha fornito sintetizzatori, midi e drum machine provenienti dalla sua collezione nella quale, insieme ad altri gioielli, spicca l’Elka synthex, macchina costosissima progettata dall’italiano Mario Maggi, tra le più famose al mondo, utilizzata da artisti come Stevie Wonder, Jean Micheal Jarre e Keith Emerson.

Il restante materiale elettronico è stato concesso da Audio Machine, Daniele Vantaggio, Loud N Proud Studio e Francesco Pierguidi.

DMX (Digital Music Experience) è il titolo della mostra e richiama la Electronic Dance Music, definita anche “Club Music” e conosciuta con l’acronimo EDM: fu la stampa musicale statunitense a coniare questa definizione, negli anni 2000. Da allora la EDM identifica la musica dance giunta fino a giorni nostri, figlia della disco music degli Anni Settanta, la EDM oggi comprende house, dubstep, techno, trance, trap e numerosi sottogeneri.

Un percorso interessante nel quale anche l’analogico e il digitale dialogano tra loro attraverso l’arte visiva, fatta di immagini, copertine, fotografie d’autore, effetti grafici e computerizzati, e con la musica, musica che corre lungo i decenni per tracciare il suo percorso, musica che, per questa mostra, è stata tutta quanta digitalizzata e predisposta per l’ascolto, e per essere ballata, naturalmente.

La Digital Music Experience che viene proposta a Roma,fino all’11 luglio al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, permette al visitatore di interagire con l’ambiente e di spostarsi liberamente tra gli oggetti (compresi file musicali da selezionare sul display), mentre il percorso a tema, col suo viaggio alla riscoperta dell’evoluzione del suono elettronico, crea il trait d’union perfetto tra la vecchia e la nuova generazione di producer, dj e tutti gli appassionati dell’electronic music dance del nostro tempo. A testimoniarlo è la presenza dei dj di ultima generazione, come Provenzano, Amoroso, Paletta e gli altri dell’emittente m2o, che saranno i protagonisti indiscussi di questo appuntamento, concepito come un festival di musica elettronica lungo 9 giorni.

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Musicheculture, sito di informazione, storia, attualità e cultura musicale diretto Giuseppina Brandonisio,