Iron Maiden e (ancora) il metal

Ascolti notturni#2:

LIBERE E STRAMPALATE ASSOCIAZIONI MENTALI PER ARTISTI “RICICLONI”

brucedickinsonbirraLi avevo annunciati un paio di mesi fa, li avevo proposti in radio a Natale e li avevo ricordati dopo la morte di Clive Burr. Adesso sono arrivati: gli Iron Maiden suoneranno al Sonisphere Festival di Milano. Domani, 35 mila spettatori li attendono alla Fiera di Rho che, vestita di metal, viaggia verso il tutto esaurito. La band riproporrà il concerto-spettacolo del Maiden England World Tour di quest’anno, che a sua volta ripropone lo storico The Seventh Son Of A seventh Son, il settimo album da studio e meraviglioso trionfatore dei live del 1988. Con il loro tour ri-editato, Bruce Dickinson & Co. sul palco del Sonisphere saranno in buona compagnia: Mastodon, Ghost B.C., Megadeth si esibiranno al festival che ha attirato il pubblico metallaro traghettandovi in parte anche gli orfani del GOM ( Gods Of Metal) che quest’anno non ci sarà.  Il concerto dei Maiden al Sonisphere è già record di prevendita. Vi accorrerà il pubblico italiano più numeroso della storia dei concerti della band in Italia (lo ha detto il managin director del promoter del Sonisphere Festival, Live Nation, Andrea Pieroni). Tra musica, spettacolo ed effetti pirotecnici, gli Iron Maiden proveranno a replicare il successo di 25 anni fa, a suon di note leggendarie ed una nuova scenografia che immancabilmente cita la copertina di un disco che, appena uscito, schizzò al primo posto in classifica conquistando il disco di platino nel Regno Unito.

Nostalgia del passato, nostalgia “metallica” o nostalgia “canaglia”  [Romina & Albano fanno pan-dan coi metallari in questo post…!!!]: se questo concerto, che replica sé stesso, avrà anche lo stesso pubblico, allora vuol dire che coloro che vi parteciperanno avranno 1/4 di secolo in più! La passione musicale rivive e risplende tutte le volte che si ha voglia di ascoltarla, di seguirla, ma in molti casi succede che lei decida di “andare sul sicuro”, riproponendo formule dicollaudato successo. Se la musica degli Iron Maiden fosse come la birra, potrei citare un vecchio slogan pubblicitario pronunciato da Renzo Arbore [guarda un po’ che mi torna in mente!] che diceva: “Bevi la birra e sai cosa bevi!”. E  i Maiden, pur non conoscendo Arbore, suppongo, di birra ne hanno comunque creata una: una birra che s’ispira alla canzone The Trooper (singolo del 1983 e secondo estratto dell’album  Piece of Mind), che si ispira alla guerra di Crimea e che – qui per me che quasi sto dormendo – fa pan-dan col nuovo tour europeo che s’ispira a quello del 1988 in cui domina una scenografia che a sua volta s’ispira alla copertina del 7° album e a quel magico tour che ne seguì e che domani arriva a Milano. The Seventh Son Of A Seventh Son è un concept album. La prima traccia (moonchild) introduce la storia di una profezia: il settimo figlio di un settimo figlio è reclamato dal diavolo che fa visita alla mamma del nascituro. Il disco si chiude con Only the Good Die Young: il Settimo figlio di un Settimo figlio muore e l’album si conclude così come era iniziato, con l’intro acustica di Moonchild. Che questo sia un “segno” dei Maiden che annunci la loro intenzione di ricominciare la loro carriera tutta daccapo? Mah! Dickinson compirà 55 anni il prossimo 7 agosto. Forse li festeggerà con la sua birra…e speriamo che il metallaro –  che quando toglie il vestitino nero indossa  l’uniforme del suo secondo lavoro, di pilota di linea -, finita la festa,  non si metta alla cloche!

Voleranno alti gli Iron Maiden domani, ne sono sicura: per gli amanti del loro genere sono già una leggenda vivente. Anche i non appassionati di HeAvy Metal comunque un applauso glielo fanno più che volentieri. Mentre io sto chiudendo il post notturno e strampalato e sto usando Moonchild, in versione acustica –   coi suoi accordi “spagnoleggianti”, ascoltata a basso volume, col testo che non m’impressiona,  la voce che non m’inquieta -,  per potermi addormentare.

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