Lumineers: travolti da una nuova ondata di folk-rock

the lumineers musichecultureNon riescono ad amergere come vorrebbero dalla nuova scena folk rock proveniente dalla musica d’oltre oceano i Lumineers: molti giudicano la loro musica piena di cliché; i riferimenti a Bob Dylan appaiono loro scontati e, presentandosi nella formazione tipica (voce, chitarra, banjo, violoncello, batteria), il gruppo di Denver, nato nel 2005 dall’incontro tra  Wesley Schultz (chitarrista e cantante, classe 1983) e  Jeremiah Fraites (batterista, classe 1984), con l’aggiunta successiva di Neyla Pekarek  (violoncello, mandolino, pianoforte, voce) e che si avvale di altri collaboratori occasionali, nonostante abbia realizzato un album di debutto che ha raggiunto l’immediato successo, un anno fa, non sembra ancora godere della stessa fama dei Mumford & Son. I paragoni sono certamente azzardati se pensiamo che i Lumineers provengono dal Colorado e il gruppo indie-folk-rock di Marcus Mumford da Londra, tuttavia a porre la distanza tra le due formazioni folk di diversa provenienza geografica non è tanto il coinvolgimento del pubblico dei live quanto quella presunta prevedibilità – o “anzianità”   – della cosiddetta “americana”, quella musica che si muove tra l’alternative country e il roots rock che ha presto stancato quegli ascoltatori che non amano il genere. Eppure i Lumineers dimostrano di essere capaci di scrivere canzoni trascinanti, allegre. coinvolgenti. La presenza del banjo, delle cavalcate folk, del battito delle mani, rende la loro musica molto evocativa ma anche estremamente piacevole. E lo sanno già tutti gli appassionati che hanno permesso all’album omonimo dei Lumineers di scalare le classifiche degli album più venduti (il singolo Ho Hey è disco d’oro con 500 mila copie vendute), e lo sa il pubblico milanese della manifestazione UnAltroFestival  che li ha ospitati lo scorso 9 luglio e lo sanno coloro che hanno già prenotato i biglietti per il concerto del 3 dicembre prossimo all’Estragon di Bologna.

Un pizzico di Dylan, di Graham Parsons, di Jeff Buckley e Ryan Adams c’è anche nella musica dei Lumineers e questo disco di “americana” corteggia molto volentieri anche il pop.

Agli italiani i Lumineers piacciono molto: a quasi un anno di distanza dalla sua pubblicazione  nel nostro paese (24 agosto 2012), l’album è nuovamente in classifica.

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