Platonick Dive

platonick dive musicheculture[recensione pubblicata su: un’altra [email protected]] – È uscito il 16 gennaio ma da alcuni giorni è disponibile in streaming e in free download l’album d’esordio dei livornesi Platonick Dive. Therapeutic Portrait  costruisce paesaggi sonori post rock, proiettando la band nelle digressioni ambient e in particolari atmosfere elettroniche: scure, nostalgiche, epiche, variegate e cangianti. Puntando anche sulla loro versatilità e sulle potenzialità offerte dal live, Gabriele Centelli (chitarra, tastiere, voce, electronic sampler), Marco Figliè (chitarra, effetti, electronic sampler) e Jonathan Nelli (batteria) compiono un viaggio nei territori dell’experimental e dell’avantgarde, in un mix sonoro creato da laptop, sintetizzatori, chitarre e batteria  e che, nell’album, trovano la loro massima espressione soprattutto in brani come Youth e Trae: il secondo è singolo che fa da vetrina a questa musica dal respiro internazionale.

Therapeutic  Portrait è un disco quasi interamente strumentale, un viaggio tra delay, loop e melodie, capace di portare lontano: alla lezione dei Cocteau Twins, a quel tipo di elettronica che si tiene ben distante dal noise. Un sapore “gothic”, un apprezzabilissimo gusto per le armonie di chitarra e una batteria che ha un ruolo fondamentale tra riverberi e feedback, completano gli ingredienti di queste 9 tracce che sono un’evidente prova di talento.  Meet me the Forest apre il disco e invita ad entrare in un modo di sonorità fredde ma accoglienti. La canzone – come Soundproof Cabinet e i suoi suoni metallici che contornano  l’andatura elecro-pop di un brano dominato dalle sequenze di una chitarra – contiene uno dei pochi inserti vocali di quest’album; gli accordi maggiori, aperti, ampi, sono quelli che conferisco a Lovely Violated Innocence i suoi colori lirici e nostalgici; le tastiere di Wall Gazing accarezzano note orientaleggianti e si poggiano su un tappeto sonoro fatto di spleen e di archi sintetici; The Time to Turn Off Your Mind è una suite divisa in due parti dove i suoni rarefatti e “acquatici” dell’elettronica si richiamano alla psichedelia. Trae (parola che in danese vuol dire “albero”) è il brano scritto dai Platonick Dive con Andrea Fax Familari e Tommy Antonini. Il suo video (diretto e montato da Tommy Antonini) è quello che vi propongo

QUI il sito della band

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