Sayonara, tra stoner, grunge e psichedelia

sayonara lorenz musichecultureÈ neopsichedelica la bandiera tricolore di Lorenzo Farolfi degli Al Doum & The Faryds, che esordisce col progetto da solista Sayonara: 8 tracce che amano giocare coi suoni elettronici, i tempi dello stoner rock, la carica del grunge – retaggi ereditati da musicisti come Mark Lanegan, Q.O.T.S.A., Nirvana, Soundgarden – e che lo collocano di buon diritto fra gli echi del Sound di Seattle, pur provenendo dal meglio dell’underground nazionale.

Il disco nasce dopo 3 anni d’intenso lavoro, a presentarlo è il singolo Sayonara, ad aprirlo è invece Holy Makers, che si propone col suo incedere lento, liquefacendosi nel suono ipnotico di corde e suoni orientaleggianti, per poi rivelare la voce roca di Lorenzo e un testo, come tutti quelli del disco, cantato in inglese. A rendere insolito e originale questo brano lungo più di sette minuti è il suo prendere forma  a poco a poco: nasce dalla vibrazione di un marranzano elettronico, procede cadenzandosi attraverso la percussioni di un tamburo. Poi l’etno sound incontra chitarre e basso a metà strada, si getta nel grunge e nel testo della canzone, poi torna indietro – ripetendosi in loop – e, terminando com’era iniziato, s’avvita su sé stesso; Sayonara, il singolo, ha un cuore stoner e un graffio grunge blandito dall’arpeggio nostalgico di chi non può tornare a casa; Let me try you with my magic power consegna il mood dell’album alle corde di un pianoforte, mentre le tracce Ayahuasca, Same Semen, Rockers, Ubriaque, Resist, a suoni liquidi, talvolta acustici, talvolta aggressivi, a quelle atmosfere desert che intendono richiamarsi alla tradizione del genere e –  per la lunghezza e per alcuni assoli di chitarra elettrica –  alla Rock Opera in stile Queen, rendendo il disco un lavoro creativo e ricco di spunti ma, in pochi casi, incerto dal punto di vista ritmico, tanto da causare qualche interruzione inaspettata nello sviluppo di alcune linee melodiche che nascono per essere (de)strutturate tra rock, grunge e psichedelica ma  mancano in parte l’occasione di diventare delle suite sul modello delle lunghe jam session o delle opere rock, pur accarezzandone l’idea.

Sayonara è comunque un ottimo disco, assemblato, arrangiato e interamente suonato da “Il Lorenz”, ex chitarrista dei Mad Martigan e attuale componente dei milanesi Al Doum & The Faryds, una delle migliori band italiane che calca la scena underground da oltre un decennio e si lascia dal vivo tra psichedelica e arabic sound. L’album – in uscita il 3 dicembre in streaming e in free download su bandcamp – è completamente autoprodotto e si avvale dell’artwork del disegnatore Paskuo. Perciò diciamo “Sayonara”, anzi: benvenuto al disco, buon successo al Lorenz e buon ascolto a tutti.

 

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