Una canzone per Boston

boston«Con una tragedia come questa, non ci sono parole, ma se le persone possono trovare conforto nella musica, questa è la ragione per cui ho fatto questo per gli ultimi 50 anni». Sono le parole di Neil Diamond, 72 anni, che due giorni fa è andato allo stadio dei Red Sox, squadra di Baseball di Boston, e ha cantato la sua “Sweet Caroline”, canzone del 1969 divenuta l’inno portafortuna della squadra molti anni fa. Il team ha onorato le vittime dell’attentato di Boston con una cerimonia pre-partita che si è tenuta sabato. Un minuto di silenzio è stato osservato prima della competizione che ha visto in campo i Red Sox contro i Kansas City, al Fenway Park. Il gesto spontaneo del cantante americano è stato imitato da molti e “Sweet Caroline”, canzone-simbolo della città del Massachusetts, è stata intonata durante molti altri eventi sportivi in tutti gli Stati Uniti. Anche durante la maratona di Londra, che si è aperta ieri, gli atleti hanno osservato un minuto di silenzio. Nel giorno del compleanno della regina Elisabetta, gli sportivi hanno corso con il lutto al braccio. Il 16 marzo scorso, tre persone – tra cui un bambino – sono morte e 176 sono rimaste gravemente ferite per colpa dell’attentato messo a punto dai 2 ceceni che hanno interrotto la celebre maratona  e terrorizzato la popolazione.

2 commenti su “Una canzone per Boston”

  1. Pingback: musicheculture - Una canzone per Boston - AlterVista - Webpedia

  2. Pingback: Una canzone per Boston - Musiche & Culture | Spazi, tempi ed esperienze - il sito di Gius - Webpedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.