Volta la carta

rimini_de_andre“Rimini” è l’album in cui Fabrizio De Andrè descrive metaforicamente lo scenario politico e sociale degli anni ’70. Nel disco, c’è anche “Volta la Carta”, canzone che ritrae in musica contadini, signori, giovani, borghesi, ricchi, poveri… Tra questi personaggi c’è anche Angiolina, persona semplice e impassibile a tutto quel che accade, tranne alle promesse (d’amore) dalle quali si è fatta raggirare…

Riascolto il brano proprio adesso, mentre sto andando a votare. Nell’Italia di oggi si respira un’aria imbevuta di qualunquismo, incertezza, ignoranza, opportunismo, sfiducia nei confronti una classe politica che riflette questo qualunquismo…l’ignoranza…l’opportunismo e il calcolo…insomma: possiede quelle armi che ogni demagogo utilizza per conquistare consensi.

E’ di qualche giorno fa un allarme lanciato dal linguista Tullio De Mauro: in Italia esiste una forma di “analfabetismo di ritorno”. Il 70% degli italiani, indipendentemente dal livello d’istruzione, non è in grado di capire bene il significato di ciò che legge. Recepisce meglio i messaggi chiari ed elementari. Ancor di più se si tratta di slogan ad effetto (come quelli che usano i politici),che non dicono niente ma, che suggestionano e si ricordano più facilmente.

La colpa di tutto ciò, secondo le credenze comuni, sarebbe dei media: soprattutto di quelli che amplificano i messaggi di questi “neo-imbonitori” della politica in TV. La disinformazione, quella che –  per ignoranza personale o per calcolo – molti dei leader politici stanno creando da tempo nel nostro paese, produce il suo danno maggiore alla democrazia. Infatti, dalla strumentalizzazione delle parole e dal calcolo nasce, in questo secolo probabilmente, una nuova forma d’incompetenza politica: l’incapacità di guardare al bene comune e di mettersi al servizio del paese. Per parlare e sparlare, sempre contro qualcosa o qualcuno, dal pulpito dell’ignoranza della realtà, il demagogo di turno affatica anche il lavoro di chi ha il dovere d’informare con cognizione, mortificando, più di ieri, il diritto alla comprensione della verità, l’importanza che ha per la nostra vita civile il diritto di formarci un’opinione consapevole e veritiera.

Se proprio dovete “voltare la carta”, fate in modo che sia di una pagina: magari quella di una metaforica svolta oppure, più semplicemente, quella di un libro o di uno o più giornali. Se invece non avete voglia di leggere, riascoltate le canzoni di De Andrè: allargano gli orizzonti e stimolano la riflessione.

1 commento su “Volta la carta”

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