Per quelli a cui piace toccare…il futuro è in ritardo

Qualche giorno fa leggevo su varie pagine del web notizie e dibattiti riguardanti quello che  gli appassionati di tecnologia hanno ormai ribattezzato come il “processo del secolo”, ovvero la causa legale che vede contrapporsi la Apple e la Samsung che si contendono i diritti sul copyright e di proprietà su alcuni brevetti. La questione è molto ampia e complessa, con molti risvolti, che vanno ben oltre le questioni meramente economiche o la guerra per la conquista del mercato. Qualcuno, ingenuamente, ha suggerito anche che, se Apple e Samsung si sono ridotte a darsi battaglia perfino per stabilire quale delle due avesse “inventato” la forma del tablet, allora vuol dire che la creatività e la voglia di sperimentare cose nuove sta scomparendo dal mondo della tecnologia. Qualcun altro ha ragionevolmente affermato che una guerra così estenuante – combattuta fino all’ultimo spicciolo per difendere il diritti di sfruttamento economico anche sulle funzioni più insignificanti e scontate, presenti negli I-phone, smart-phone, ecc – rischia davvero di paralizzare la ricerca e la spinta all’innovazione, perché costringe le aziende che vorrebbero immettere nuovi prodotti sul mercato a pagare royalties sui brevetti già esistenti e relativi a quelle funzioni che sono già state concepite o utilizzate da altri. Come al solito la verità è nel mezzo: nelle norme giuridiche che fanno testo e nella lotta per la conquista del monopolio del mercato da parte dei colossi dell’IT.

Si crea così un clima che lascia molte attese e sempre meno scelta ai consumatori, che vedono ridursi le loro possibilità di trovare oggetti più adatti alle proprie necessità e alle proprie tasche.

Tra chi ama o detesta il touchscreen, tra chi apprezza o trova innaturale il pich and zoom, nel corso dei dibattiti che sono nati in rete intorno all’argomento “apple vs samsung”, ho trovato anche qualcuno che ha affermato che la maniera più comoda e funzionale per usare il touch screen è quella di avere tra le mani uno schermo grande quanto un televisore, meglio ancora se sottilissimo, quasi impalpabile.

E oggi devo dire che quel “televisore” lì è arrivato: l’ha realizzato la HP, che ha deciso di espandersi oltre il mercato dei computer portatili e di realizzare un desktop di 23 pollici che dentro ha proprio tutto, TRANNE il  touch screen: ci sono 4 porte USB, l’ ingresso HDMI, una presa Ethernet, Beats Audio e un lettore di schede di memoria, con possibilità di ottenere una grafica discreta e SSD. I componenti si possono facilmente montare attraverso una porta sul retro, se v’interessate di  bricolage . Ovviamente lo “Spectre” All in One – così si chiama –  viene fornito con una tastiera, “Magic Trackpad” ( o I-pad da tavolo, secondo quanto concepito  dalla Apple) l’unica in grado di farlo funzionare (visto che per costruire un oggetto ultra sottile il touch screen è andato a farsi benedire) per ridiventare  praticamente un computer tradizionale, wi-fi, ma comunque sempre tradizionale. Resta però il fatto che lo “spectre” è bello grande e ci si può fare di tutto. Col suo telaio d’alluminio e i suoi 11,6 mm di spessore è leggerissimo e sottilissimo, quasi impalbabile. Certamente è poco portatile  ma è reclinabile, permettendovi di mettervi comodi. Ha l’aspetto di un televisore  ma  gli manca il sintonizzatore. Non ha nemmeno il drive ottico. In compenso  include quattro porte USB (due 3.0), ingresso HDMI, una presa Ethernet, Beats Audio e un lettore di schede di memoria, con la possibilità di ottenere una grafica discreta e SSD. Una caratteristica interessante è il chip NFC, che permetterà di effettuare il login o lo streaming di contenuti musicali e video attraverso il tocco del telefono, o di un tag, sulla base del pc. 

La “Suite Connected” comprende un mix di desktop e applicazioni mobili per la condivisione di foto, musica in streaming e l’accesso remoto. Anche se, per lavorare con le applicazioni mobili,  c’è bisogno di un computer portatile con Windows 8 e in particolare, di un computer HP. Infatti per ora, almeno, il software funziona solo su computer di proprietà dell’azienda. Spectre  arriva dal 14 novembre e costa  1299 dollari.

“Niente di nuovo all’orizzonte” della tecnologia, come si suol dire ormai, ma intanto questo è: se vi accontentate del grande schermo e della trackpad che lo fa funzionare e vi permette di muovervi liberamente in una stanza.

 

..comunque, il touch – screen “panoramico” non è più fantascienza ma realtà: all’Università di Croningen hanno “inventato” questa cosa qui: 

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