Vittorio Merlo, libero cantautore indipendente

vittoA poche settimane dalla sua presentazione a Milano da Eataly, “C’è ancora tempo”, il nuovo lavoro discografico di Vittorio Merlo riscuote successo e sale ogni settimana nella classifica Indie Music Like.

Abbiamo incontrato il cantautore, che ha risposto alle nostre domande per i lettori di Musiche & Culture.

D: Vittorio Merlo, classe 1959, sulle scene musicali dagli anni’80, si divide tra la vita del cantautore e del bibliotecario alla Corte di Giustizia dell’UE. È padre di 5 figli ed è stato uno tra i primi musicisti italiani a conquistare il pubblico del web negli anni ’90: come ha fatto a conciliare tutte queste cose, qual è il segreto del suo successo?

R: Credo che gli ingredienti della ricetta per conciliare i miei impegni familiari, lavorativi e musicali siano l’interesse e la passione. Il mio lavoro mi piace e mi interessa, senza musica non riuscirei a vivere e ho una bella famiglia. La passione rende meno faticosi e gravosi gli impegni e con l’entusiasmo si riescono a superare ostacoli che a prima vista sembrano invalicabili.

D: Lei si autodefinisce una sorta di menestrello dell’era digitale, il quotidiano francese Libération qualche anno fa l’aveva menzionato come “il Caruso dell’MP3”. Come definirebbe la sua concezione della musica?

R: La musica è un linguaggio universale che permette di condividere trasmettere le proprie emozioni. Per quello che riguarda la mia produzione musicale i miei punti di riferimento sono i vari songwriters e folksingers, quelli che in Italia sono poi i cantautori. A me piace sentirmi libero di poter cantare dei temi che voglio senza condizionamenti, spesso sono temi di attualità o comunque argomenti che colpiscono la mia fantasia e suscitano in me emozioni. In questo contesto credo di essere un cantastorie che invece di girare per le piazze si intrufola nel mondo digitale. L’articolo di Libération, ripreso poi in Spagna da La Vanguardia, ha colto pienamente questo aspetto veramente indie nel senso dell’indipendenza non solo creativa ma anche per tutto quello che riguarda la produzione e la distribuzione delle mie canzoni.  

vittorio merlo 1980

D: Molti anni fa era partito da Milano e a Milano è poi tornato, nel mese di marzo di quest’anno, per tenere il concerto d’apertura da Eataly: ci parli un po’ di questa esperienza.

R: E’ stato molto bello ed emozionante. Eataly a Milano è stato costruito dove c’era prima il Teatro Smeraldo, per ricordare questa origine hanno inserito nella struttura un palco molto bello, visibile da quasi tutti gli spazi, con un pianoforte a coda. Non solo sono tornato a Milano ma mi sono esibito proprio nel quartiere Brera-Garibaldi, dove sono nato e cresciuto. E’ stata l’occasione per rivedere molti vecchi amici e incontrare di persona molti conoscenti virtuali che mi seguono da anni attraverso la rete.

 

D: Con la sua carriera ormai trentennale (nonostante qualche anno di pausa) lei ha percorso decenni diversi durante i quali il rapporto con il pubblico e la fruizione della musica sono cambiati: oggi, nel 2015, quale crede possa essere lo spazio della musica del nostro tempo in televisione, in radio o negli altri media tradizionali, e quali le sue prospettive future in Rete?

 

R: Oggi c’è una separazione tra la rete e i media tradizionali, anche se con molte contraddizioni. Sui media tradizionali è sempre molto difficile avere spazio se non si è inseriti nel “sistema”. La televisione e le radio mainstream  propongono la stessa musica. Abitando nel cuore dell’Europa quando vengo in Italia noto che questa omogeneità e ormai internazionale, l’unica variante sono i cantanti locali, per il resto le Hit-Radio hanno tutte la stessa programmazione, che guarda caso non è di musica indipendente ma distribuita dalle major discografiche.

Su internet convivono due aspetti: ci sono enormi possibilità per trovare e ascoltare musica autoprodotta o comunque indipendente, l’avvento delle webradio e dello streaming sta cambiando notevolmente il panorama dei media musicali. Allo stesso tempo tuttavia molti vanno su Internet a cercare quello che hanno ascoltato tramite i grandi network radiofonici o visto alla televisione. Anche i siti più ufficiali per ora inseguono questo tipo di pubblico ma credo che ai vari sistemi di rilevamento audio-video sfugga ancora il fatto che molti oramai hanno spento la TV e usano la rete cercando quello che gli interessa e che i media non propongono.

Sinceramente non sono un indovino e non saprei anticipare le prospettive future, i cambiamenti tecnologici sono così rapidi che a volte è difficile rimanere aggiornati, figuriamoci poi prevederli. vittorio merlo musicheculture

D: Lei, l’autore di canzoni come Ferrari, Non sopporto i berlusconi, La filastrocca del cavaliere, Martina guarda il mare, La mucca pazza, un cantastorie sensibile agli umori del nostro tempo e attento all’attualità del nostro Paese, è anche un italiano che vive e lavora all’estero da molti anni e, da cantautore, ha contribuito a esportare anche un’immagine della nostra Italia: qual è il suo rapporto con il pubblico dei suoi concerti all’estero e come vengono accolte le sue canzoni, scritte e cantate in italiano, al di là delle Alpi?

R: Le mie radici sono profondamente legate all’Italia e anche da lontano seguo molto quello che succede nel mio paese di origine. Quando presento le mie canzoni in Lussemburgo, in Francia o in Germania, cerco di presentarle spiegando prima nella lingua del posto come sono nate e di cosa raccontano. In questo modo anche chi non capisce l’italiano, può comprenderne l’atmosfera. Cerco di suonare in posti, dove il contatto con il pubblico sia diretto e dove si possa creare quella magia comunicativa tra chi canta e chi ascolta, per cui la difficoltà legata alla lingua sia superata dal canto e dalla musica. In questo sono facilitato dal fatto che all’estero la comunità italiana è comunque molto numerosa e che agli stranieri piace molto ascoltare la lingua italiana.

D: In Italia invece – come già ricordato – lei si è fatto conoscere soprattutto attraverso il web tanto che nel 2001 su alcune riviste specializzate si è parlato di lei come del “caso Merlo”, da anni porta avanti la sua concezione di cantautore “indie” e nel 1999 e nel 2005 partecipa anche al MEI. In quello stesso anno esce anche il suo primo CD, Ho sognato Bruno Vespa, prodotto da Vince Tempera e realizzato con la collaborazione di Roberto Manuzzi, nel 2007, in collaborazione con Marco Guerzoni, realizza il suo secondo CD, Aicha.it (che contiene il brano Non voglio che amore, versione italiana di Aicha di Kalhed), successivamente ha pubblicato altri singoli, vinto numerosi premi, adesso arriva anche il successo di C’è ancora tempo, il singolo che scala le classifiche e viene incluso dalla SACEM lussemburghese in una raccolta di brani di grande rilevanza culturale, nel frattempo, continua a ricevere numerose visualizzazioni su YouTube e a catturare dunque l’attenzione degli internauti con l’orecchiabilità di questo nuovo brano: cosa ha ispirato la musica e il testo della sua nuova canzone?

R: L’idea di fondo di questa canzone è di non dimenticarci che siamo padroni del nostro tempo, che dovremmo a volte apprezzare di più le cose che facciamo e che ci danno soddisfazione, cercando di smettere quelle che continuiamo a fare magari per abitudine e che non fanno più parte di noi. Se abbiamo l’occasione di fare una chiacchierata interessante, una bella dormita, di leggere un bel libro, ricordiamoci di apprezzare positivamente queste esperienze. Al contrario, metaforicamente, abbiamo ancora tempo per “staccare una foto, per una ritirata o per rifarci la vita”. C’è ancora tempo per ogni cosa… dipende solo da noi, dal saperlo ritrovare: il tempo. 

D: Prima di salutarla, vorremmo chiederle quali sono i suoi progetti per l’immediato futuro.

R: In questo momento sono impegnato nella promozione radio web e stampa di questo nuovo lavoro e spero di avere presto l’occasione di presentarlo ancora dal vivo al mio pubblico. Mi piacerebbe anche l’idea di sperimentare la realizzazione di un mini concerto dal vivo in rete e vorrei studiare quale potrebbe essere la migliore soluzione tecnologica per realizzarlo. Poi naturalmente nel cassetto ci sono già idee per nuove canzoni per il futuro.

Grazie mille e si ricordi: c’è ancora tempo per ogni cosa, anche per tornare a trovarci!

Immagini:

foto n.1 – Vittorio Merlo in concerto foto n.2  – Vittorio Merlo nel 1980 foto n.3 – Vittorio Merlo a alla trasmissione Uno Mattina Caffè (RAI 2, estate 2013)

Vittorio Merlo http://www.youtube.com/user/merlovit http://www.facebook.com/vittorio.merlo http://www.deezer.com/artist/1563168 https://play.spotify.com/artist/6B0r2tuJF1XQW22rIIg6Qi https://twitter.com/VittorioMerlo http://vittorio.merlo.lu/ http://www.linkedin.com/in/vittoriomerlo

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